Gran Paradiso

Gran Paradiso. Dalla Grivola alla Tribolazione

Tribolazione, nome bellissimo e inequivocabile che, oltre ad essere un ghiacciaio, una cima e degli arditi Becchi, è l’aggettivo giusto per descrivere molte delle cime di quest’estate tra le valli del Gran Paradiso. Il quarto anno di salite alpinistiche in Valle d’Aosta tra la Val di Cogne, la Valsavarenche e la Val di Rhêmes era certamente piuttosto impegnativo e complicato, molto più delle ultime stagioni tra le vette del Monte Rosa e dell’Emilius-Avic. Per questo avevo già iniziato le salite lo scorso anno: le cime degli Apostoli in Val di Cogne, la traversata Piccolo-Gran Paradiso, il Ciarforon e la Becca di Monciair. Le premesse erano quindi di una lunga stagione da iniziare presto e finire tardi. Giugno e luglio però sono stati avari di salite, un po’ per il meteo, un po’ per gli impegni che mi hanno tenuto lontano dalle cime, con bellissime eccezioni come la traversata del Gran Paradiso da Cogne passando per il Ghiacciaio della Tribolazione e toccando tutte le cime fino a raggiungere il Roc e poi la madonnina del Gran Paradiso.

E così è iniziata una lunga rincorsa, che prosegue anche in questi giorni, all’ultima cima! per riuscire a rispettare il programma, passando per ‘esperienze mistiche’ e che non dimenticherò facilmente come la Grivola o il Gran Nomenon, a belle salite come la Punta Money o la Punta Valletta fino a cime meno conosciute ma dove ritrovare chiodi, cunei e vecchi segni di passaggio, come sul Treutse o sul Forquin di Biula, lascia quella strana e piacevolissima sensazione di non essere poi così solo in queste giornate solitarie tra le cime della Valle d’Aosta.

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