Curiosità, Curiosità del Rutor - Sassière

Horace Bénédict de Saussure e la Regina Margherita sul Mont Crammont

“Provai un’inesprimibile soddisfazione a ritrovarmi su quel magnifico belvedere che mi aveva dato già tanto piacere quattro anni prima. L’aria era perfettamente pura; il sole versava a grandi fiotti la sua luce sul Monte Bianco e su tutta la sua catena; nessuna nuvola, nessun vapore ci toglieva la vista degli elementi che eravamo venuti a contemplare, e la certezza di poter godere per parecchie ore quel grande spettacolo dava allo spirito una sicurezza che raddoppiava il sentimento della gioia”. 

Le parole pronunciate da Horace Bénédict de Saussure e riportate nel suo libro “Voyages dans les Àlpes” potrebbero essere state pronunciate da un camminatore del XXI secolo perché decisamente ancora attuali. Chi raggiunge la sommità del Mont Crammont è inevitabilmente colpito dalla vista sul gruppo del Monte Bianco, che si mostra in tutta la sua complessità e maestosità. 

Il ginevrino Horace Bénédict de Saussure (1740-1799) giunse nel 1760 a Chamonix, rimanendo folgorato dal gruppo del Monte Bianco. Lo scienziato esplorò i ghiacciai, compì studi, eseguì misurazioni e soprattutto offrì una ricompensa a chi avrebbe raggiunto per primo la vetta. De Saussure salì sul Mont Crammont una prima volta nel 1774 e una seconda nel 1778, accompagnato da Jean-Laurent Jordaney (detto Patience) e partendo da Elevaz, per studiare il massiccio del Bianco dal punto di vista geologico e scientifico ma anche per studiare le possibili vie di salita alla vetta. Vetta che verrà raggiunta il 7 agosto del 1786 da Balmat e Paccard, salendo per la Montagne de la Côte, il Petit Plateau, il Grand Plateau e i Rochers Rouges, ma che ebbe in De Saussure un vero faro ispiratore. Circa un secolo dopo le sue salite sul Crammont, in onore dello scienziato ginevrino, la Sezione CAI di Aosta costruì nel 1880 una capanna denominata appunto Pavillon De Saussure, di cui non restano che poche rovine in prossimità della vetta. Per il panorama sul Monte Bianco e per l’illustre “firma” del primo salitore, il Crammont fu per tutto il resto del XIX secolo una cima “di moda”, come attesta anche l’ascesa compiuta dalla Regina Margherita il 16 agosto 1886. 

La “regina alpinista” infatti, innamorata di questa Valle, non si limitò a salire a Punta Gnifetti o le amate vette del Monte Rosa, ma ne esplorò anche altre aree, come dimostra l’ascesa al Mont Crammont o la salita al Mont Fallere.

La salita ai 2749 metri del Mont Crammont nel comune di Pré-Saint-Didier è descritta nel 5° volume della collana Vie Normali Valle d’Aosta, “Rutor-Sassière. Valgriseche, Valle di La Thuile, Valdigne” (Itinerario 139). Il percorso escursionistico che parte dalla località di Torrent si svolge su sentiero segnato e supera un dislivello di 1300 che si percorrono in circa 4 ore.

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