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Il Parco Naturale Mont Avic

L'Avic da Champdepraz

Il Parco Naturale Mont Avic è stato istituito dalla Regione Autonoma Valle d’Aosta nel 1989 e comprendeva originariamente una superficie di 3500 ettari nel Comune di Champdepraz, occupata in buona parte da un comprensorio pubblico che l’Amministrazione regionale si era impegnata a valorizzare dal punto di vista ambientale. Nel 2003 su richiesta del Comune di Champorcher il Parco è stato ampliato di ulteriori 2300 ettari nell’alta valle del torrente Ayasse e confina ora con il Parco Nazionale Gran Paradiso.

Il Parco del Mont Avic è inserito nella rete ecologica dell’Unione europea “Natura 2000”, che si propone di garantire la conservazione degli habitat e delle specie elencati nelle direttive UE 2009/147 “Uccelli” e 92/43 “Habitat”. L’area protetta tutela numerosi habitat e specie considerati di elevato interesse dall’Unione europea, è classificata Zona Speciale di Conservazione (ZSC IT1202000) e fa parte della Zona di Protezione Speciale (ZPS Mont Avic – Mont Emilius IT202020).

L’Ente Parco ha ottenuto sin dal 2003 la certificazione ambientale ISO 14001 ed è stata la prima area protetta europea registrata EMAS (schema di ecogestione e audit promosso dalla Comunità europea). Il documento EMAS “Dichiarazione ambientale” contiene una sintesi delle caratteristiche del Parco e aggiornamenti su tutte le attività dell’Ente ed è scaricabile in versione integrale oppure come sintesi video (http://www.montavic.it/index.php/Per-saperne-di-piu/Certificazione-ambientale/Dichiarazione-ambientale e https://www.youtube.com/watch?v=M0WulUkBg4k).

Il vigente Piano di gestione territoriale contiene indirizzi e prescrizioni per le attività umane consentite all’interno dell’area protetta e include il Regolamento del Parco (http://www.montavic.it/index.php/Per-saperne-di-piu/Piano-di-gestione). La rete sentieristica ufficiale percorribile dai visitatori si estende per circa 100 km raggiungendo anche il Mont Glacier, la vetta più alta del Parco (3185 m slm). All’interno dell’area protetta e negli immediati dintorni sono attivi cinque punti di appoggio e ristoro, tre dei quali a Champorcher (Lac Muffé, Dondena e Miserin) e due a Champdepraz (Lac Blanc e Pra Oursie).

Il Parco ha realizzato due Centri visitatori, dove possono essere richieste informazioni e pubblicazioni, situati rispettivamente a Champdepraz in località Chevrère nel villaggio di Covarey e a Champorcher nella frazione Castello. In entrambi i Centri sono visitabili mostre permanenti che descrivono i principali aspetti dell’area protetta. A Covarey sono illustrati gli ambienti rocciosi delle pietre verdi, le foreste e le torbiere; a Champorcher gli allestimenti sono dedicati agli ambienti di alta quota con approfondimenti sugli aspetti geologici e biologici, nonché sulle tradizionali attività umane. Per agevolare la visita, in corrispondenza dei punti di partenza dei principali itinerari escursionistici sono state collocate “portes d’entrée” contenenti una carta dei luoghi e sintetiche informazioni. Lungo alcuni sentieri sono inoltre presenti pannelli informativi e punti panoramici attrezzati con tavole di orientamento, binocoli fissi e allestimenti tematici.

L’area protetta evidenzia dal punto di vista morfologico una fase evolutiva ancora giovanile, con rilievi elevati, profonde incisioni vallive e pendii fortemente acclivi. La morfologia è la risultante di numerosi fattori, quali l’azione erosiva e di deposito combinata dei corsi d’acqua e dei ghiacciai, con formazione di circhi glaciali e corrispondenti laghi alpini di circo, depositi morenici di notevole estensione e spessore, importanti dislivelli tra il fondovalle e i rilievi.

La flora e la vegetazione del Parco sono profondamente influenzate dalla presenza di un gran numero di laghi e piccole zone umide, nonché di abbondanti affioramenti di serpentiniti, rocce che danno origine a suoli poveri e poco profondi; nell’alto vallone di Dondena, in Comune di Champorcher, estesi affioramenti di calcescisti ospitano una flora assai ricca e varia nettamente differente da quella delle serpentiniti. Oltre a specie erbacee molto vistose e conosciute, quali l’aquilegia alpina, il ranuncolo acquatico e il tulipano montano, il Parco ospita numerosi vegetali rari e localizzati come ad esempio Cortusa matthioli, Diphasiastrum alpinum, Sedum villosum e Stemmacantha rhapontica. Le foreste sono particolarmente estese nella valle di Champdepraz, dove si trovano il bosco da seme di pino uncinato della Servaz e le faggete più interne della Valle d’Aosta.

La fauna del Parco è caratterizzata in primo luogo dall’elevato numero di specie di insetti presenti, dovuto alla notevole varietà ambientale dell’area protetta. Sinora sono state ad esempio segnalate oltre 1100 specie di farfalle, fra le quali il 70% di tutti i macrolepidotteri noti per l’intera Valle d’Aosta e 4 specie di microlepidotteri nuove per la scienza. Fra i vertebrati, sono presenti tutti i mammiferi e gli uccelli di ambiente montano diffusi nella regione, come lo stambecco, il camoscio, la lepre variabile, l’aquila reale, il gipeto, l’astore, la pernice bianca, il fagiano di monte, la coturnice, la civetta nana, la civetta capogrosso, il picchio nero, il codirossone, il gracchio corallino e la nocciolaia. Da alcuni anni è regolarmente presente il lupo.

Per quanto riguarda le attività dell’uomo, dal XVII alla metà del XX secolo a Champorcher e soprattutto nella valle di Champdepraz sono state a più riprese coltivate miniere di ferro e rame. Per secoli gli abitanti dei villaggi montani dei Comuni del Parco hanno praticato un’economia di sussistenza basata su attività agricole e pastorali; soltanto a Champorcher a partire dal secolo scorso si è sviluppata un’economia legata al turismo, mentre prima dell’istituzione dell’area protetta nella valle di Champdepraz non erano presenti strutture ricettive. L’Ente Parco favorisce lo sviluppo del turismo naturalistico e il mantenimento di attività pastorali compatibili con la conservazione di un’elevata diversità ambientale; dall’istituzione del Parco a oggi la flessione dei capi di bestiame monticati registrata a partire dagli anni ’60 del XX secolo si è interrotta e il numero dei visitatori è nettamente aumentato.

Per maggiori informazioni: www.montavic.it

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