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Rutor-Sassiere: un’estate di salite

Dopo l’impegnativa stagione sul Gran Paradiso prolungatasi fino alla primavera con gli ultimi sopralluoghi sul lato piemontese, la voglia di rincorrere nuove vette della Valle d’Aosta era tanta. Sulla carta le cime da salire nella zona del Rutor-Sassire tra le Valgrisanche, la Valdigne e la zona di La Thuile erano meno in numero e complessivamente più semplici, e l’idea era mettersi avanti con qualche salita più impegnativa sul Monte Bianco (il sesto volume).

Non amo pianificare troppo le salite, fino all’ultimo decide la montagna; se il tempo è bello si parte, se brutto si partirà domani, e sempre più spesso mi piace lasciarmi guidare dall’istinto sia nella scelta della cima da salire un determinato giorno, sia del percorso, senza bisogno di conoscerlo troppo nei dettagli, ma scoprendolo salendo curva dopo curva, passaggio dopo passaggio. Le vecchie relazioni o i report online sono un’utile traccia per fare lo zaino, capire la difficoltà e scegliere il materiale E così piano piano inizio a scorrere il mio lungo elenco di cime: un giorno in Valgrisanche, uno nella Valle di La Thuile, uno tra le cime che affacciano sulla valle centrale e la Valdigne.

Montagne più conosciute, come la Grande Rochere – che vista sul Monte Bianco – o la Grande Assaly, passando per vette davvero dimenticate come la Cima del Bouc, l’Homme de Tachuy o la Becca Taillà, cime minori e per appassionati che però sanno regalare emozioni forti e la soddisfazione di salite vere. La stagione nel frattempo è bellissima… quasi sempre tempo buono, ma altrettanto calda, e così le condizioni già terribili in alta quota non lasciano spazio ai proposti sul Monte Bianco. Riesco però a percorrere la bella cresta dell’Aiugille de la Trélatéte, trovandola ancora in ottime condizioni, poi il peggiorare delle condizioni mi spingono sulla roccia… con qualche bella arrampicata sul granito dell’Aiuguille Crux e del Mont Rouge de Triolet. Settembre mi riporta spesso in Valgrisanche, sulla costiera che la separa con la Valle di Rhêmes fino all’arrivo della prima neve che puntuale prima o poi arriva, colora le cime e complica le ultime salite.

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