Un anno di salite: Valpelline e Gran San Bernardo, il capitolo finale di un lungo viaggio

La valle del Gran San Bernardo e la Valpelline sono state la mia “casa” estiva per quest’ultimo anno di progetto, un’estate che sigilla davvero un cerchio. Non solo perchè dopo otto anni di salite concludiamo la collana ma perché proprio tra queste valli, tredici anni fa si accese la prima scintilla del progetto. Nel 2012 ero infatti tra queste montagne per realizzare un altro progetto editoriale e mi resi conto che mancava una serie di volumi che raccontassero tutte le vie normali alle vette della Valle d’Aosta e che sarebbe stato bello realizzarla. Stesi un elenco di cime, cominciai a studiare e informarmi e, alcuni anni dopo, proposi l’idea a Federico e in seguito la sottoponemmo all’editore Idea Montagna, che accettò con entusiasmo la sfida.
Salire queste cime è stato dunque doppiamente emozionante e nello stesso tempo non posso negare che, nelle ultime settimane, sia aumentata la nostalgia, perché è inevitabile che questi anni resteranno come un ricordo indelebile, come un legame ormai cementato e indissolubile con le cime della Valle d’Aosta.

Terminare poi con solitari e lunghi valloni, con le cime silenziose e ruvide della Valpelline, è stata davvero la più significativa conclusione di questo progetto, fatto di salite negli angoli più remoti della Valle, a contatto con gli elementi della montagna, le atmosfere delle alte quote, visuali, colori, luci sempre differenti, in un continuo e reiterato stupore.
Porterò sempre tra i ricordi la nitida visione del Cervino e del Monte Rosa dalla campana di vetta dello Château des Dames, i colori della primavera della Comba d’Oren e i larici dorati dell’autunno nei valloni di Arbiere e di Livournea, sotto a Punta Chaligne o lungo il Lago di Place Moulin, le eleganti creste della Becca d’Oren e di Punta Kurz.






